02/03/2016

La depresssione post parto

Molte mamme si trovano in difficoltà e in confusione di fronte al fatto di avere un bambino soprattutto durante i primi mesi. Si diventa responsabili di un altro essere umano prima che di se stessi e questa responsabilità si può sentire in modo amplificato e negativo.

Mamma e papà si troveranno a fare i conti con la stanchezza, la mancanza di sonno, il riadattare la vita in base al nuovo arrivato, pensare ad una diversa gestione della casa e organizzarsi in modo che le responsabilità siano condivise. Ci sono situazioni però in cui le cose si complicano e soprattutto la madre può trovarsi in uno stato di malessere e sofferenza. E’ il caso in cui si sviluppa una depressione post parto. 

La depressione post parto colpisce il 10-20% delle donne nel periodo immediatamente successivo alla nascita del bambino. Nelle prime settimane dopo il parto si preferisce parlare di baby blues che non è considerato un vero e proprio disturbo perché legato alle grandi variazioni ormonali che avvengono qualche giorno dopo il parto e tende a scomparire in pochi giorni. 

In caso invece di depressione post parto la donna si sente triste senza motivo, irritabile, facile al pianto, non all’altezza nei confronti degli impegni che la attendono. Sentimenti ricorrenti sono vergogna mista a senso di colpa, eccessiva preoccupazione o ansia, irritabilità, con l’impressione di essere sempre sovraccariche e sotto pressione; è spesso presente una generale difficoltà nel prendere decisioni, l’umore è depresso, con perdita di speranza nel futuro unita ad una marcata perdita di interesse o di piacere nel fare le cose. Il sonno è disturbato (troppo o troppo poco) e l’appetito può subire variazioni; possono comparire sintomi fisici (solitamente dolori, parestesie, debolezza muscolare).

Alcuni sintomi specifici riguardano il proprio ruolo di madre. In particolare è molto frequente avvertire il bambino come un peso, non riuscire a provare emozioni nei confronti del bambino, sentirsi inadeguate nella cura del bambino, avere paura di restare sole con lui, pensare di essere madri e mogli incapaci, non riuscire a concentrarsi sulle cose quotidiane.

Nonostante i nove mesi di gravidanza e di preparazione, il fatto di diventare genitori e trovarsi dopo il parto con un neonato in carne ed ossa può spaventare: questo potrebbe portare a conflitti all’interno della coppia. Da considerare che sia la madre che il padre portano il proprio bagaglio culturale all’interno della famiglia, e a livello delle relazioni si tratta di imparare sia a relazionarsi con il nuovo arrivato ma anche di riassestare le relazioni con le proprie famiglie di origine. Quando nasce un bambino tutti i ruoli cambiano: i figli diventano genitori oltre che figli e i genitori diventano nonni. Mentre i neogenitori imparano ad accudire il loro bambino i neononni devono accettare il ruolo di nonni, cosa che a volte non è così immediata.

In caso di depressione post parto si può intervenire con un supporto psicologico per favorire lo sviluppo di nuove consapevolezze, l’autostima, il senso di autoefficacia, elaborare il senso di colpa e vergogna, ridurre le preoccupazioni e comprendere che la madre perfetta non esiste. Può essere opportuno un aiuto farmacologico: spesso questo tipo di aiuto è considerato negativamente perché può far sentire “incapaci” e giudicate, con il timore di diventare dipendenti dal farmaco. In realtà, superato il momento del bisogno, il farmaco viene gradualmente sospeso.

Accorgimenti pratici: da parte dei famigliari possono aiutare piccoli gesti materiali come l'affiancamento e il supporto nelle cure al neonato, aiuto nei lavori domestici, cercando di essere presenti ma non invadenti, limitare i visitatori nei giorni subito successivi al rientro a casa dopo il parto. La mamma deve dormire nelle stesse ore in cui dorme il neonato, seguire una dieta adeguata che eviti eccessi, non preoccuparsi della casa. Deve sapere di poter chiedere aiuto quando ne sente il bisogno senza timore del giudizio. Se possibile, mantenere i contatti con gli amici e non dimenticare il rapporto di coppia.

Secondo il comune modo di pensare si dà spesso per scontato che una neomamma debba essere felice in ogni istante. Ma si tratta di un falso mito. La paura di essere considerate delle madri inadeguate, alimentata da aspettative poco realistiche, può portare le donne a sentirsi colpevoli e ad essere poco disponibili a cercare aiuto, dimenticando che occorre tempo per adattarsi alla maternità.