13/01/17

...Atteggiamento conformista?

La vita quotidiana è costellata di norme e regole di comportamento e si è costantemente immersi in sistemi che regolano le relazioni sociali: senza queste regole non sarebbe possibile vivere in una comunità. Questo comporta il mantenimento di equilibri, spesso delicati, e molte volte ci si trova ad assumere comportamenti e atteggiamenti di tipo conformista, in particolare quando si tratta di rapportarsi ad un determinato gruppo di riferimento. Si può facilmente presumere che un atteggiamento conformista predisponga ad essere più facilmente accettati da un gruppo, associazione o comunità. Ma cosa è un atteggiamento conformista?

L’atteggiamento conformista consiste nell’adattarsi alle idee, alle norme sociali, alle regole espresse dalla maggioranza o dal gruppo di cui ci si sente parte (famiglia, amici, classe sociale, gruppo di lavoro…). Questo porta, in modo più o meno marcato, a limitare la propria libera espressione, e nei casi estremi si sviluppa la tendenza a non differenziarsi dal gruppo, fino a sacrificare e negare le proprie convinzioni e orientare il proprio comportamento sulla base delle aspettative degli altri. Questo può riguardare tutti i livelli del vivere quotidiano, dal seguire una moda, valori culturali, principi morali o religiosi o orientamenti politici. Entro certi limiti è naturale e necessario sentire il bisogno di appartenere ad un determinato gruppo sociale: per parlare, per confrontarsi, per condividere esperienze, per imparare, per dare e ricevere aiuto, sostegno, protezione, rassicurazioni, ma anche per divertirsi, perché insieme agli altri si può stare bene.

Il senso di benessere che deriva dall’appartenenza ad un gruppo proviene anche dal fatto che la possibilità di confronto con gli altri aiuta a sentirsi più sicuri (il conformismo può essere considerato come una strategia di auto-rassicurazione sociale). E’ la sicurezza che deriva dal sentirsi accettati, che tutela dal rischio e dal timore di rimanere soli. Infatti, se si pensa ai gruppi di cui si fa parte, sarà molto probabile notare  aspetti e caratteristiche del gruppo che in qualche modo rispondono a determinati bisogni dell’individuo e con cui il soggetto possa identificarsi. Di conseguenza si attiveranno anche aspetti affettivi, a volte importanti e profondi, a volte più superficiali: questo dipenderà dall’importanza che viene data al gruppo da parte della persona. Il legame affettivo che si sviluppa e che unisce il gruppo potrà riguardare sia il gruppo in sé, in base al tipo di legame che nasce tra le persone, ma anche il fatto di condividere un’idea. L’appartenenza ad un gruppo si riflette anche sull’autostima, in un processo di reciproco scambio: se una persona valuta in modo positivo un certo gruppo, e fa parte di quel gruppo, questa valutazione positiva si riflette sulla persona stessa favorendone l’autostima del singolo. Di conseguenza, anche se non consapevolmente, per il singolo sarà importante che la valutazione del gruppo si mantenga il più possibile positiva.

Il conformismo non è di per sé negativo. Diventa negativo quando l’atteggiamento conformista è eccessivo e l’individuo non si sente libero di esprimere le proprie opinioni o il proprio modo di essere per timore di essere escluso dal gruppo, per timore della solitudine o di eventuali conseguenze pratiche nella vita di tutti i giorni. In effetti, può accadere nella vita quotidiana di trovarsi in situazioni in cui dire la propria opinione può essere controproducente: per esempio, sul posto di lavoro, si può rischiare di mettersi in cattiva luce, di suscitare invidie o ripercussioni a vari livelli. La non libertà di esprimersi è legata al fatto che il gruppo non è in grado di accettare qualcosa di diverso, forse perché è diventato un gruppo troppo uniforme e si nega la possibilità di arricchirsi. Si tratta di un gruppo “povero”, troppo fragile per sopportare qualcosa di nuovo e il rischio è che questo gruppo diventi sempre più intollerante verso ciò che non è conforme. Più profonde e radicate sono le paure di ognuno, maggiori saranno la tendenza al conformismo e la tendenza da parte dei singoli a negare la propria individualità.

La consapevolezza di tali meccanismi, che generalmente si attivano in modo automatico, può aiutare a comprendere le situazioni interattive in cui ci si trova e a sostenerle meglio, in modo da poter partecipare alla vita sociale attraverso relazioni appaganti, nel rispetto dell’individualità e senza dover annullare se stessi.