21/03/16

Cambiamenti che mettono in crisi?

"La vita è come andare in bicicletta: se vuoi stare in equilibrio devi muoverti"

Albert Einstein

Nel corso della vita è inevitabile trovarsi a dover affrontare dei cambiamenti che possono essere grandi o piccoli, positivi o negativi. In ogni caso ci si trova nella situazione in cui diventa necessario incontrare una novità e può nascere la preoccupazione che nelle novità ci siano più aspetti negativi rispetto a quelli positivi.

Perché spesso consideriamo in modo negativo i cambiamenti?

La consapevolezza del cambiamento diventa evidente quando siamo adulti: se si pensa però a ciò che affronta un bambino durante la sua crescita è possibile rendersi conto di come la vita cambi in modo significativo fin dall’inizio. Per esempio, è naturale che un bambino impari a stare in piedi e a camminare: è un cambiamento fondamentale che permette di esplorare il mondo in modo diverso e da un altro punto di vista, è positivo e fa parte della crescita. Per questo motivo non si pensa che la nuova conquista implichi necessariamente l’abbandono di una condizione precedente per certi aspetti più “sicura”, in cui si era portati in braccio, o non c’era il timore di cadere perché ci si spostava gattonando. Gli esempi sono infiniti e durante tutti i passaggi simili che portano a nuove conquiste, il cambiamento si nota perché c’è una evoluzione verso la crescita, quindi la spinta verso il nuovo e verso l’indipendenza è desiderata e sollecitata. Per questo motivo è del tutto naturale in queste fasi lasciare il conosciuto per l’ignoto e in questo processo di naturale evoluzione, la paura, seppur un po’ presente, non si sente perché prevale il desiderio di conoscenza.

Le cose si complicano quando la novità inizia a fare paura: il nuovo spaventa perché rappresenta l’ignoto, l’abbandono di ciò che si conosce per qualcosa che si può forse immaginare ma che non è certo. I cambiamenti possono diventare molto complessi e difficili da affrontare, fino a trasformarsi in vere e proprie crisi. Questo accade perché spesso, ad un certo punto della vita, si pensa di avere raggiunto un certo equilibrio e si vorrebbe che le cose andassero sempre in quel modo. Si cerca di mantenere abitudini, ruoli, per sentirsi al sicuro con l’illusione di controllare gli eventi contro il timore di perdere qualcosa. Si teme di perdere il controllo di ciò che accade nella propria vita. Se da bambini si vivono eventi negativi, se manca un adeguato sostegno da parte degli adulti per il superamento della crisi, il rischio è che venga alterato il normale processo di crescita con il conseguente blocco della spinta ad evolversi.

Istintivamente, si pensa che il cambiamento desiderato sia in assoluto positivo ma anche il cambiamento più voluto presuppone la perdita di una condizione conosciuta per acquisirne una nuova: l’adolescenza presuppone l’abbandonare il nido della famiglia, la nascita di un figlio determina il passaggio dalla coppia alla famiglia, la maturità coincide con il raggiungimento di risultati importanti ma segna anche la fine della giovinezza.

Quando nella propria vita subentrano eventi come una malattia, un incidente o un lutto, affrontare il cambiamento può diventare molto complesso perché ci si trova ad affrontare una sofferenza che porta ad incontrare il senso del limite, il limite proprio e delle persone care. Ci si chiede perché debbano accadere certe cose, si vive il senso di impotenza e di ingiustizia, accanto a paura, ansia, angoscia e disperazione.

Di fronte a questi eventi si è costretti a reagire in qualche modo, a trovare nuove soluzioni e nuovi equilibri. Anche se a volte è molto difficile, è importante cercare di prendersi del tempo per prendersi cura di ciò che è dentro di sé, della parte che sta soffrendo, lasciare un po’ di spazio a questa parte anche se nella quotidianità siamo abituati a pensare che “fermarsi” per un po’ sia una perdita di tempo, quasi a negare gli aspetti negativi della vita e a riempire tutti gli spazi attraverso il “fare” per non pensare. Purtroppo, gli eventi negativi non si possono evitare ma si può imparare ad affrontarli in modo che non rappresentino qualcosa di distruttivo. Possono aiutare a crescere e a ritrovare un’autenticità e nuove risorse che non pensavamo di avere. Anche nella sofferenza è possibile trovare una via di uscita se si riesce a sviluppare la consapevolezza che il cambiamento, qualunque esso sia, è parte della vita: richiede impegno e un atteggiamento flessibile e di adattamento. Le esperienze verranno in questo modo integrate continuamente dentro di noi e questo ci permetterà di trasformarci restando comunque noi stessi. Evitare il problema, qualunque esso sia, non è mai una soluzione.

La vita è un processo di crescita continuo: fondamentale è non dimenticare la spinta ad evolversi e a crescere che un bambino ha dentro di sé, perché questa stessa spinta esiste in tutto il corso dell’esistenza: se, per sentirci al sicuro, la mettiamo a tacere e resistiamo ai cambiamenti, rifiutandoli mentalmente come eventi non desiderati, è come se rifiutassimo il naturale corso della vita. Ma se un bambino deve crescere, un adulto deve invecchiare…e dimostrare al bambino che sa invecchiare “bene”.