16/09/16

Attacchi di panico

Come ci si sente quando si ha un attacco di panico?

Provare un attacco di panico è un’esperienza estremamente stressante sia dal punto di vista fisico che psicologico, come quando ci si trova ad affrontare un pericolo reale e l’organismo nel suo complesso mette in atto tutte le risorse che ha a disposizione per prepararsi ad affrontare la situazione. E, pur non considerando mente e corpo come parti separate, di fronte ad un attacco di panico, il fisico e la mente reagiscono in modi specifici.

Dal punto di vista fisico, i sintomi più frequenti sono rappresentati da aumento della frequenza cardiaca, dolori al torace, difficoltà respiratorie spesso con senso di soffocamento, alterazione della sudorazione, brividi, rossore al viso, capogiri, sensazione di stordimento, svenimento, debolezza, formicolio o intorpidimenti nelle aree delle mani, dei piedi e del viso, tremore, nausea, annebbiamento della vista. Convinzione frequente conseguente a questi sintomi è quella di avere un problema di salute, spesso una malattia cardiaca. All’attacco di panico, molte volte seguono accertamenti medici con lo scopo di per trovare la causa del disturbo, e può passare un lasso di tempo importante prima di poter ricevere una giusta diagnosi.

Dal punto di vista psicologico, i sintomi si presenteranno sotto forma di ansia, angoscia, improvvisa paura o terrore, paura di morire o di perdere il controllo delle proprie azioni, ci può essere il presentimento che stia per avvenire qualcosa di terribile associato ad una sensazione di impotenza nel gestirlo, la paura di impazzire, crisi di pianto. In alcuni casi ci possono essere episodi in cui si ha la sensazione di perdere il contatto con la realtà.

Un attacco di panico può durare da pochi minuti a circa mezz’ora. Arriva all’improvviso e ci si sente incapaci di superare la situazione perché ci si trova all’interno di un circolo vizioso in cui i sintomi fisici alimentano quelli mentali e viceversa. Quindi, dopo un attacco di panico ci si sente deboli, spossati, confusi e scoraggiati.

L’attacco di panico non porta alla morte, anche se è quello che si pensa a causa dei forti sintomi. Però lascia una paura di fondo…fondamentalmente che il tutto si ripeta. Di conseguenza possono frequentemente svilupparsi vari timori, tra cui la paura di allontanarsi da casa, di trovarsi in luoghi in cui non sarebbe possibile intervenire se ci si sentisse male, la paura di guidare, di trovarsi in mezzo alla gente o in spazi aperti. Di fronte a uno o più di questi timori, verranno messe in atto delle modalità per evitare situazioni ritenute pericolose, per esempio spesso si evita di allonatanarsi da casa. Ci può essere la tendenza a farsi accompagnare da una persona fidata quando si deve uscire in qualche modo dalla propria routine. Ciò può condurre ad un isolamento sociale e alla riduzione dell’autonomia della persona, oltre che ad una ripercussione sul tono dell’umore, spesso depresso. Tutto questo influisce sulla vita famigliare, scolastica e lavorativa.

Nonostante possano esserci periodi di miglioramento spontaneo, generalmente gli attacchi di panico si ripresentano, periodicamente e con maggiore frequenza. Per intervenire in modo adeguato, sarebbe opportuno agire in due modi: in primo luogo intervenendo sull’urgenza, cioè trovare un modo per affrontare la crisi quando essa si presenta, attraverso l’apprendimento di una valida tecnica di rilassamento da utilizzare al momento. In secondo luogo, sarebbe opportuno farsi supportare a livello psicologico per ritrovare la propria autonomia e la propria qualità di vita. Da non escludere un aiuto farmacologico: spesso esiste il timore di diventare dipendenti da un farmaco ma esistono molti farmaci che si possono gradualmente sospendere quando non servono più.

Un accenno alla mitologia: il termine “panico” deriva dal dio Pan perché quando qualcuno lo disturbava, egli emetteva urla terrificanti, provocando negli altri una paura incontrollatabile. Alcuni racconti dicono che lo stesso Pan venne visto fuggire per la paura da lui stesso provocata…